Appennino atto d’amore. Diario di un viaggio a piedi tra le montagne di tutti

Nella scelta degli ultimi libri da mettere sul mio comodino, in una colonna che aumenta sempre di più in altezza di pari passo con il tempo che manca per leggerli tutti, mi son voluto fidare dei consigli apparsi sotto ai commenti sulla pagina Facebook di questo blog.

È così che nell’ultimo mese mi son ritrovato idealmente a spasso tra gli Appennini, prima con l’intenso racconto di Marco Scolastici e del suo Una yurta sull’Appennino e poi, fino a qualche giorno fa, con un libro consigliato da Domenico, che racconta da un altro punto di vista lo stesso spopolamento e la stessa voglia di combattere degli abitanti delle aree interne. Si tratta di Appennino atto d’amore, di Paolo Piacentini, che di mestiere fa (anche) l’esperto di cammini per il ministero dei Beni culturali e del turismo e che proprio del cammino ha fatto una delle sue ragioni di vita, fondando l’ente di promozione sociale Federtrek.

Appennino atto d’amore. A piedi dalla Liguria al Lazio in un mese

Il libro, edito nel 2018 da Terre di mezzo editore, in realtà è un diario di un viaggio di un mese pubblicato a quasi 10 anni di distanza da quella lunga camminata con partenza dal mare della Liguria e arrivo a Castel Madama, nel Lazio, con tappa intermedia non prevista nei territori dell’Aquila appena colpita dal sisma dell’aprile 2009. In 10 anni però di cose, come è ovvio che sia, ne possono cambiare tante: attività ricettive chiuse e ostelli riaperti, terremoti sulla spina dorsale di un’Italia che dà l’impressione di essere sempre più ballerina, nascita di nuovi percorsi e itinerari incentrati sulle figure di santi prima meno idolatrati e oggi figure di spicco di un nuovo turismo votato, più che alla preghiera, alla pace dei propri polmoni immersi nella natura.

È per questo che a fianco del racconto di quel viaggio compaiono appunti nuovi: storie e resoconti di ciò che i luoghi toccati 10 anni fa sono diventati o stanno diventando, battaglie per la salvaguardia del territorio vinte e altre perse irrimediabilmente, persone che non ci sono più e altre che sono tornate per tessere nuovi fili lontani dal caos delle grandi città. Ed è proprio grazie a questo passaggio tra passato relativamente recente, presente e futuro ancora da scoprire che i sentimenti e le esperienze dell’autore vengono impresse nero su bianco.

Perché se il racconto di piccoli paesi fuori dai circuiti convenzionali – e che per questo soffrono di più i mutamenti delle aree interne – è sempre presente nel libro, questo Appennino atto d’amore rimane pur sempre un diario personale. Che può essere certo interpretato come una guida da chi ha bisogno di percorrere nuove strade sconosciute, ma che al tempo stesso rimane principalmente un flusso ininterrotto di pensieri e impressioni personali di chi ha dato tanto per il territorio e vorrebbe preservarlo in tutta la sua bellezza.

Appennino atto d’amore. Un racconto per guardare al futuro della montagna

Paolo Piacentini per questo non si limita a raccontare solo la sua esperienza e anzi, dall’alto della sua esperienza dedica la parte finale del libro a delineare un altro sentiero da percorrere, quello che per lui potrebbe portare a un nuovo modo di rapportarsi con le nostre montagne, unendo in uno spirito comune le tante istanze portate avanti da diversi soggetti – scrittori, giornalisti, associazioni da sempre impegnate nella promozione del turismo lento o amministrazioni lungimiranti.

Il sogno da realizzare, insomma, è quello di una visione ecosistemica, “un’alleanza tra città e montagna”, che permetta a realtà come ad esempio il Cammino di San Tommaso o il Cammino dei Briganti (solo per citare due esperienze vicine ai lettori di questo blog abruzzese) di non essere lasciate sole a combattere. Per la manutenzione dei sentieri, per la concessione di spazi inutilizzati da concedere in uso gratuito per l’accoglienza, così come per la promulgazione di leggi che vadano nella direzione di una vera tutela ambientale e collaborazione tra istituzioni e singole associazioni e che non si limitino, come spesso accade, alla sola mappatura di sentieri.

 

[Immagine di anteprima di Valter Cirillo su Pixabay]

 

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Gianluca Salustri

Gianluca Salustri

Abruzzese forte e gentile. Redattore e curatore di contenuti con penna e tastiera. Dal 2006 nel mondo dell'editoria e della comunicazione. Se vuoi scoprire come posso esserti utile qui trovi un riassunto delle mie esperienze e i servizi che offro.
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