Farfariel recensione libro di micù

Farfariel. La piccola provincia abruzzese tra sogno e realtà al tempo del fascismo

Ci sono stati, ci sono e probabilmente ci saranno ancora, momenti in cui questo blog e le sue pagine social sono andati, sono e sicuramente andranno ancora un po’ in letargo lasciandosi dietro argomenti in sospeso. Fa parte del gioco dall’inizio, perché come sa chi lo segue a sempre, questo è uno spazio in cui si fa tutto per passione (e spesso ci si diverte pure) ma a volte gli impegni altri prendono il sopravvento e allora si deve mettere tutto in standby per un po’.

“Colpa” di impegni professionali più stringenti del solito ad esempio (e questi ben vengano sempre), e colpa anche del tanto tempo ben speso in letture per diletto o per lavoro che poco spazio possono trovare qui, su un blog che parla principalmente di libri che raccontano l’Abruzzo.

E questo, insomma, è uno di quei periodi in cui ciò che ho appena citato si è concentrato insieme anche a una sinusite cronica che ha richiesto un breve pit stop tra impegnative corsie. Aggiungeteci che la figlia duenne pure vuole le sue giustificatissime attenzioni ed eccovi allora servito il tempo che ci è voluto a tornare su queste pagine dopo un po’.

Tra le letture altre di questo periodo, a questo punto, mi pare anche d’obbligo segnalarvi libri di un certo interesse sia per chi lavora nella comunicazione e nella scrittura sul web (Cromorama di Riccardo Falcinelli e Potere alle parole di Vera Gheno), sia per chi è appassionato di storia del fascismo e dell’antifascismo e che troverà pan per i suoi denti nelle oltre 800 pagine di M. Il figlio del secolo, un testo fondamentale per chi vuole uscire dalle rigide cornici dei testi accademici per avvicinarsi al periodo buio della nascita del Fascismo grazie a un romanzo scritto in punta di penna da Antonio Scurati, fresco vincitore del Premio Strega 2019.

Canzano 1938, Farfariel e Micù al tempo del fascismo

Ed ecco, finalmente, svelato anche il punto di collegamento che mi serviva per tornare a sollecitarvi alla ricerca di piccole perle abruzzesi incastonate tra pagine di libri di editori coraggiosi. Perché l’ambientazione temporale del libro di cui andremo a parlare a breve è invece relativa al momento più alto del ventennio più buio d’Italia. Siamo infatti nel 1938, a Canzano in provincia di Teramo, ed è qui che si svolgono le vicende narrate in Farfariel. Il libro di Micù, dello sceneggiatore Pietro Albì.

La casa editrice del libro è la Uovonero, di Cremona, che lo ha omaggiato allo scaffale di Qualche riga d’Abruzzo già qualche mese fa e che oggi ho finalmente modo di ringraziare. Per l’omaggio certo, ma anche per il coraggio, la passione e la cura messi tutti insieme nella sua realizzazione, perché già a colpo d’occhio Farfariel fa capire di come sia stato concepito e poi portato in stampa con impegno maniacale, dall’autore prima e dalla redazione poi.

Basti pensare, ad esempio, che lo stesso Pietro Albì ha dichiarato più volte, da buon sceneggiatore, di “aver scritto il libro per conto” dello stesso Farfariel, uno strano spirito dispettoso che arriva persino a correggere con penna rossa il testo scritto quando la narrazione non procede secondo i suoi piani. È il lavoro grafico su questa intuizione, insieme anche a un apparato fotografico di grande impatto dal punto di vista della ricerca etnografica che fanno del volume Farfariel un piccolo gioiellino dalla copertina rigida.

Farfariel libro di Micù Uovonero

Dentro a quella copertina si apre poi un mondo corale che solo i piccoli paesi come Canzano, oggi come allora, sanno regalare. Credenze popolari, nonni tornati dall’America che parlano Lamericano (sì, scritto senza apostrofo) e riescono a farsi capire a malapena in dialetto, e poi ancora un considerevole numero di personaggi secondari – fascisti o anarchici, ricchi o poveri, “studiati” o analfabeti – che tra il serio e il faceto contribuiscono a creare questo racconto fantastico attorno alla sfida amica tra i veri protagonisti: il diavoletto Farfariel e il piccolo Micù, dieci anni, una poliomielite che lo ha lasciato zoppo sin da piccolo e tanta voglia di non aver paura del diavolo, dei suoi compagni bulli e dei suoi limiti fisici.

Farfariel. Il libro di Micù è allora un romanzo di formazione per ragazzi, ma godibile e anzi consigliato anche per gli adulti, per il suo modo di ricostruire ambientazioni e contesti che, seppur incastonati tra sogni e realtà di bambini e diavoli un po’ buoni e un po’ no’, ben si sposano con la ricerca delle origini e la voglia di mettere nero su bianco la piccola provincia abruzzese (così come a pochi chilometri di distanza, a Valle San Giovanni, ha fatto Roberta Scorranese con il suo Portami dove sei nata).

“Farfariel. Il libro di Micù”, il concorso per videorecensioni

Farfariel ha avuto un buon successo di pubblico anche grazie a un bel lavoro di diffusione nelle scuole della provincia teramana, dove un concorso di “Video recensioni” ha fatto esplorare ai ragazzi un modo nuovo di comunicare le proprie letture. Dopo il successo dell’iniziativa, autore e casa editrice hanno così deciso di bissare, proponendo la seconda edizione del concorso per scuole secondarie di primo grado, questa volta in collaborazione con l’Ecomuseo Monteceresa e il circolo Arci Area 54. La scadenza per inviare le proprie opere è fissata al 20 di aprile 2020 e il bando è disponibile sul sito della casa editrice.

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Gianluca Salustri

Gianluca Salustri

Abruzzese forte e gentile. Redattore e curatore di contenuti con penna e tastiera. Dal 2006 nel mondo dell'editoria e della comunicazione. Se vuoi scoprire come posso esserti utile qui trovi un riassunto delle mie esperienze e i servizi che offro.
Gianluca Salustri
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