L'Aquila 3.32. Una scena del fumetto di Becco Giallo

L’Aquila 3.32. In un fumetto di Becco Giallo la storia del sisma.

Passo da un terremoto all’altro. Perché un blog che parla d’Abruzzo, volente o nolente, di questo fenomeno ne deve tener conto prima o poi. Così, se nell’ultimo post vi ho raccontato di un’iniziativa in ricordo del centenario del terremoto della Marsica, questa volta torno al più recente passato, a quel maledetto 6 aprile del 2009, quando a essere colpita in modo drammatico fu L’Aquila.

All’epoca, lo ricordo come fosse ieri, vivevo a Roma e lavoravo da Coniglio Editore, una casa editrice che oggi non c’è più e che si occupava, tra le altre cose, di fumetti. Il collegamento è d’obbligo perché il post di oggi ha la pretesa di far conoscere proprio un fumetto che mi son ritrovato davanti in libreria durante la solita corsa dell’ultimo minuto agli acquisti dei regali natalizi. Sullo scaffale, ad attirare la mia attenzione, faceva bella mostra di sé L’Aquila 3.32, una delle ultime novità di Becco Giallo, con una copertina inequivocabile che metteva in risalto una delle tante transenne che hanno bloccato (e continuano a bloccare) il centro storico di L’Aquila dopo quella terribile notte. «Ottimo!» mi son detto. Il regalo per me lo avevo trovato.

L'Aquila 3.32. Il Fumetto di Becco Giallo

La successiva lettura, come sospettavo, ha rappresentato un viaggio a ritroso in quei giorni, dove dalla capitale, costretto in redazione per la consegna in tipografia di un testo che avrebbe avuto poi poca fortuna in libreria, seguivo incessantemente tutte le vicende che riguardavano la città in cui avevo studiato e dove avevo lasciato un pezzo dei miei anni. Lo facevo, ovviamente, senza credere ciecamente alle versioni ufficiali, quelle propinate da un apparato mediatico mai come all’epoca prono a servire e riverire il governo e la Protezione Civile, ma cercando di seguire, per quanto possibile, i contatti di tutti quelli che a L’Aquila avevano iniziato a “resistere” sin da subito.

Persone che avevano già trovato una nuova forza per denunciare le leggi assurde presenti all’interno delle tendopoli e i soprusi di alcuni personaggi della Protezione Civile stessa; o anche per manifestare contro e proporre alternative molto più sensate a quelle C.A.S.E che oggi, finita la sbornia mediatica dell’epoca, cadono già a pezzi con buona pace del loro nome, Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili. Quelle stesse persone, dopo qualche mese, furono manganellate a Roma, dalla Polizia, mentre manifestavano per il decreto sulle tasse da restituire o denunciate, il giorno di Pasqua del 2010, per aver portato in piazza una carriola con cui intendevano togliere le macerie dal centro storico ancora addormentato. Il tutto mentre dalle prime indagini nate attorno alla “ricostruzione” cominciavano a emergere risate e mazzette dei soliti noti.

Bene, tutto questo, nella sceneggiatura di Luca Amerio e Luca Baino c’è e si fa leggere bene perché i due, nel pieno spirito del graphic journalism che Becco Giallo persegue ormai da 10 anni, hanno svolto un gran lavoro di ricerca sul territorio, e il tutto è premiato dal risultato finale, che mischia le stesse denunce a una fiction fatta di strati sovrapposti temporalmente in cui i veri protagonisti sono alcuni giovani aquilani catapultati in una realtà più grande di loro. Il tutto si vede anche nelle tavole di Nicolò Fila, che strizzano l’occhio ai manga e che sono in grado però di dare un’immagine altamente reale di L’Aquila, com’era e com’è oggi. Il libro è poi impreziosito giornalisticamente da una cronistoria dei fatti e degli accadimenti successivi al 6 aprile curata da NeswTown, da un’intervista ad Antonio Ciccozzi, professore di Antropologia Culturale dell’Università di L’Aquila e da una postfazione di Mattia Fonzi dal titolo emblematico, Il resto è appena iniziato, che annuncia, anche se forse non ce ne sarebbe bisogno, come questa storia sia ancora lontana dal vedere scritta la parola fine.

Un libro da leggere, in definitiva, per tutti quelli che ancora non sanno cosa è stato e cosa è il terremoto di L’Aquila. Quelli che se incontrano un aquilano oggi, insomma, sono ancora lì pronti a chiedergli “Ah, e come si sta a L’Aquila?”.

 

Gianluca Salustri

Gianluca Salustri

Abruzzese forte e gentile. Redattore e curatore di contenuti con penna e tastiera. Dal 2006 nel mondo dell'editoria e della comunicazione. Se vuoi scoprire come posso esserti utile qui trovi un riassunto delle mie esperienze e i servizi che offro.
Gianluca Salustri
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