Lottavamo per il pane e per la libertà. La recensione di Lando Sciuba

[Lottavamo per il pane e per la libertà è il nuovo libro di Edoardo Puglielli uscito a giugno 2023 per Radici Edizioni. Si tratta di un volume fondamentale per la ricostruzione storica della Valle Peligna con particolare attenzione all’Antifascismo, la Resistenza la Liberazione e il dopoguerra di Pratola Peligna. La minuziosa e attenta ricostruzione di Puglielli rappresenta il primo contributo organico sull’argomento, impreziosito da un apparato iconografico originale inserito all’interno delle 344 pagine del volume. Qui di seguito, la recensione che l’avvocato Lando Sciupa ci ha concesso di pubblicare]

Con Lottavamo per il pane e per la libertà. Antifascismo, Resistenza, Liberazione e dopoguerra a Pratola Peligna, edito per i tipi di Radici Edizioni, Edoardo Puglielli ricostruisce con profondo equilibrio interpretativo e con il supporto di vasta bibliografia (tra cui si segnala in particolare anche quella giornalistica segnatamente locale) la complessiva realtà politico-culturale e socio-economica della natia cittadina di Pratola Peligna e del suo circondario e che quindi all’esito di tale rilettura appare emblematicamente espressiva della complessiva realtà dei territori della Valle Peligna e delle zone contermini a far tempo dalla conclusione della I guerra mondiale .

In proposito va osservato che Edoardo Puglielli ricostruisce preliminarmente e con attenta sensibilità indagatrice quello che può considerarsi come uno dei momenti cruciali della storia italiana nel XX Secolo (ancorché spesso non adeguatamente considerato) e quindi analizza la sua stessa incidenza sull’avvento della dittatura fascista: e cioè la percezione, da parte delle masse popolari meno abbienti – e quindi già da sempre ansiose di un loro pieno riscatto sociale ed alle quali nelle ore drammatiche della guerra si erano trasmessi inequivoci messaggi di riscatto e di emancipazione sociale come premio e come segno di gratitudine reale e concreta per i sacrifici, le lotte, i lutti che ad essa erano stati richiesti durante la I guerra mondiale e soprattutto dopo Caporetto – della dimenticanza da parte delle classi dominanti di questo “messaggio”, con la conseguenza – pur oggettivamente prevedibile – che da tutto ciò sarebbe derivata una maggiore e duratura possibilità di crescita e di affermazione del nascente squadrismo fascista. 

Liberazione di Pratola Peligna. Giugno 1944

Edoardo Puglielli ricostruisce così, attingendo anche a fonti giornalistiche locali (che ricevono in tal modo il pieno riconoscimento della loro spesso misconosciuta importanza) la vicenda della nascita, delle attività e del dinamismo operativo di varie associazioni di lavoratori – variamente ispirate sul piano politico – che nel tempo si erano andate costituendo e che avevano operato con particolare vigore, passione e sacrificio nella realtà socio-politica-economica della Valle peligna.

Puglielli ricostruisce quindi con serena ma puntuale analisi le varie e spesso gravi e importanti vicende che nella cittadina di Pratola Peligna e nelle aree contermini caratterizzano la vita sociale e civile dalla fine della I guerra mondiale all’affermazione del fascismo e quindi fino alla II guerra mondiale.

Ed a questo specifico settore della sua ricostruzione Edoardo Puglielli dedica pagine particolarmente lucide ed intense quando ricorda le figure ex multis tanto di Luigi Meta quanto dell’Avv. Rocco Santacroce, protagonista di tante lotte politiche e sociali.

Puglielli ricorda inoltre i tanti concittadini caduti nelle fila delle forze armate e quindi, dopo l’8 settembre 1943, anche nelle fila della Brigata Maiella, unica formazione partigiana decorata di Medaglia d’oro al valor militare.

Infine, il tema della grande speranza di evoluzione della società verso dimensioni strutturali di equità e di giustizia sociale e pertanto di vera e concreta realtà democratica, viene sviluppato da Edoardo Puglielli nell’ultimo capitolo, che ricostruisce con particolare acume le tante lotte sostenute nella Valle Peligna e in particolare a Pratola Peligna allo scopo di tramutare i sogni e le speranze che avevano animato e sorretto la Resistenza nella realtà del sistema normativo e sociale autenticamente ispirato ai valori della libertà, della democrazia e della eguaglianza concretamente intesi e praticati.

Dirigenti comunisti Pratola Peligna. Al centro Attilio Santilli

Dirigenti comunisti Pratola Peligna. Al centro Attilio Santilli

Sono indubbiamente – sul piano storico-culturale – le pagine di più alto valore sociale e politico dell’opera di Edoardo Puglielli, in quanto rappresentano l’approdo della lunga, faticosa ed articolata ricostruzione operata dall’Autore che, pur nell’onesto riconoscimento delle tante occasioni perdute e dei traguardi non raggiunti per le cause più diverse, in tal modo espone la sua valutazione complessiva del lungo, duro, spesso drammatico cammino faticosamente ma coraggiosamente percorso dalle popolazion della Valle Peligna verso un assetto civile e socio-economico concretamente strutturato in termini di libertà e di eguaglianza nel superiore interesse di tutti.

Un lavoro, quindi, di ampi orizzonti narrativi e di assoluta onestà intellettuale e di pieno rispetto della realtà storico-politica e socio-culturale di volta in volta analizzata e ricostruita sempre con penetrante attenzione: conclusivamente, quindi, un lavoro di particolare importanza ricostruttiva di vicende particolarmente complesse e difficili sotto plurimi e concorrenti profili: il che evidenzia e sottolinea la oggettiva importanza dell’opera e quindi il merito indiscutibile del suo Autore.

Sulmona, 08.06.2023

Lando Sciuba

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