Radici Edizioni dietro le quinte

Un po’ di cose che stanno succedendo prima della nascita di Radici Edizioni

Come sa chi segue da un po’ il blog di Qualche riga d’Abruzzo, questo spazio sta cambiando man mano trasformandosi – anche – nel diario di bordo di Radici Edizioni, la casa editrice per lettori forti e gentili che sta per vedere la luce in questa pazza stagione.

Questo post servirà dunque a illustrarvi finalmente chi saranno i primi autori e le prime storie a essere pubblicate (se avete fretta li trovate alla fine) e cosa sta succedendo nel frattempo. Il tutto rispondendo a delle domande che girano da queste parti da un po’ di tempo, eccole:

  • Sei sicuro che serva dare vita a una nuova casa editrice?
  • Hai qualcosa da trasmettere a quei lettori che speri di conquistare?
  • Avete le competenze – te e chi ti circonda – per entrare nel fantastico mondo dell’editoria che tutti credono favoloso e quando poi arrivano i rendiconti delle vendite c’è da mettersi a riflettere se non era meglio investire i soldi in un viaggio intorno al mondo?
  • Pensi che adesso, finite le zone rosse, la gente avrà ancora voglia di leggere?

E allora via, andiamo con ordine!

Sei sicuro che serva dare vita a una nuova casa editrice?

Un detto popolare del mio paese recita: Lo sicuro sta aj’arcono. Vuol dire che le uniche cose sicure sono quelle messe da parte per i tempi bui da affrontare, custodite con attenzione, protette e da non sprecare. Bene, per quanto pensi che la saggezza popolare dei nostri avi sia da tenere in considerazione ogni istante, credo anche che sia arrivato il momento di azzardare un po’ per riuscire a realizzare finalmente un progetto editoriale che parte da molto lontano. Talmente lontano che nel frattempo ho avuto modo di provare tutto lo scibile delle professioni che racchiuderei all’interno della categoria “Fuffa 2.0”; e se c’è spazio in questo mondo per chi scrive dettagliate recensioni di aspirapolvere mai acquistati be’, deve esserci per forza anche il modo di far leggere un bel libro a chi crede ancora all’odore della carta.

Hai qualcosa da trasmettere a quei lettori che speri di conquistare?

Sì, o almeno credo. Ho sperimentato piacevolmente sulla mia pelle – prima con questo blog e poi con il libro Pane e polvere – che il potenziale pubblico di lettori di Radici Edizioni ha ancora voglia di storie, soprattutto se vanno a occuparsi di argomenti locali che nessuno aveva mai pensato di affrontare nero su bianco. Farlo in maniera nuova e originale è l’obiettivo di Radici, creando un luogo ideale in cui svecchiare le narrazioni che si fanno dei territori attraverso nuove voci e nuove visioni.

Il logo di Radici Edizioni creato da Giampiero Ciavaglioli

Avete le competenze – te e chi ti circonda – per entrare nel fantastico mondo dell’editoria che tutti credono favoloso e quando poi arrivano i rendiconti c’è da mettersi a riflettere se non era meglio investire i soldi in un viaggio intorno al mondo?

Meglio soli che male accompagnati, dice ancora la vecchia saggezza popolare. Ma in questo contesto sarebbe impossibile, tante sono le competenze da mettere in campo per riuscire a elaborare un progetto editoriale valido e in grado di reggersi sulle sue gambe. Radici Edizioni dunque si fida e si affida ad alcune persone che in un modo o nell’altro l’hanno già fatta crescere nel suo stato embrionale. Perché non sarebbe stato possibile partire senza gli inviti a lasciar perdere di quella “guida spirituale gotica” di Antonio, i consigli “nel” mestiere del Libraio di Notte, l’esperienza di Andrea e le impressioni grafiche di Giampiero. E poi come fare a meno del factotum Alessandro che all’occorrenza sa trasformarsi anche in capro espiatorio? O di Francesca che oltre a mettere in campo la sua professionalità è la persona deputata a ricordarmi che un editore è quello che sa dire molti “No”?

Pensi che adesso, finite le zone rosse, la gente avrà ancora voglia di leggere?

Non lo so e sono costretto a sperarlo. Quello che so invece è che questa pandemia che non stava scritta da nessuna parte, per Radici Edizioni ha significato il rimandare i piani iniziali, ma in fondo le ha dato anche il tempo di pensare studiare e ricercare le persone giuste che servivano per completare l’opera. Dico questo (momento spoiler, finalmente) pensando anche ai primi autori che entreranno in catalogo, come Roberto Cipollone, che c’è sempre stato nelle precedenti puntate della mia vita editoriale e che per la prima volta pubblicherà una raccolta di racconti a metà tra la sua idea di paese e nuovi scenari immaginari; Federico Falcone, una delle voci nuove del giornalismo marsicano chiamato in nuove vesti a narrare la straordinaria vita del ciclista Vito Taccone, il camoscio d’Abruzzo; e poi, soprattutto e prima di tutti, Michela Di Lanzo, una bomba pronta a esplodere in questo nuovo contesto editoriale che porta dalla east coast al montagnoso west abruzzese per arrivare presto, si spera, ad attraccare in tanti nuovi porti e a salire altre vette.

Questa la vedrete meglio quando sarà pronto il libro di Michela 😉

Il primo libro in uscita a fine giugno avrà proprio l’inconfondibile firma di Michela, e sarà una selezione di antiche fiabe popolari abruzzesi (scelte tra quelle raccolte a fine Ottocento da Antonio De Nino) impreziosita dalle sue meravigliose illustrazioni. Quando ho visto per la prima volta i suoi lavori me ne sono innamorato. Ora non resta che aspettare che succeda la stessa cosa anche a voi.

Ci leggiamo presto!

E se nel frattempo vorrete saperne di più, vi invito a iscriversi da subito alla newsletter sul sito www.radiciedizioni.it. Da lì potrete ricevere le anteprime delle novità in arrivo e tutte le offerte e pensate per il primo anno di lancio.

Gianluca Salustri

Gianluca Salustri

Abruzzese forte e gentile. Redattore e curatore di contenuti con penna e tastiera. Dal 2006 nel mondo dell'editoria e della comunicazione. Il profilo completo lo trovi in bio.
Gianluca Salustri
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